Monitoraggio degli anfibi

Immagine di una Salamandra

Gli Anfibi rappresentano un gruppo di animali interessato da minacce diffuse in modo ampio sul territorio e che mostra ormai da diversi decenni un declino demografico su scala globale.

Accanto a fattori di pericolo che agiscono su scala vasta (aumento della radiazione ultravioletta, riscaldamento globale) ne sussistono diversi che insistono a livello locale (inquinamento, bonifica aree umide).

Molte specie in Italia sono scomparse dalle aree di pianura, laddove più incisive sono state le modifiche del paesaggio e le alterazioni degli ambienti naturali da parte dell’uomo, e si rinvengono oggi in “aree di rifugio” nelle zone montane. Conoscere e conservare le popolazioni presenti nei territori montani vuol dire quindi tutelare intere specie, già scomparse in parte del nostro Paese.

Il Parco Nazionale della Majella con uno studio capillare e omogeneo effettuato su tutto il suo territorio è riuscito a definire la distribuzione puntiforme delle singole specie ed ha raccolto preziose informazioni sulla loro ecologia ed etologia.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati nell’Atlante degli Anfibi del Parco Nazionale della Majella. Inoltre sono stati individuati i siti riproduttivi utilizzati da diverse specie di anfibi e che pertanto particolarmente interessanti da un punto di vista conservazionistico.

Per ciascuno dei 25 Siti di Importanza Batracologica (S.I.B.) il Parco ha definito linee guida di gestione, prevedendo le attività antropiche compatibili e non con la tutela delle specie e dell’habitat, nonché gli interventi da attuare per migliorarne sia la conservazione dei siti che la fruizione turistica (+conoscenza = +sensibilizzazione = +tutela).

Immagine scattata durante il monitoraggio degli anfibi
Immagine di due raganelle
Immagine della rana verde
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